Il pastore Aldo Comba e i suoi molteplici sguardi sul mondo

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Inauguriamo con questo breve articolo lo spazio che raccoglie il nostro sguardo sui libri: un angolo che non ha nessuna pretesa letteraria, ma che propone alcune riflessioni sui libri che noi leggiamo o che ospitiamo presso i nostri centri.  Nel rispetto della tradizione dell'Ywca italiana, questo è il nostro caffè letterario, in formato digitale!
Per dialogare con noi, proporre libri, recensioni o riflessioni varie, potete contattarci scrivendo a questa mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Ad aprire lo spazio di lettura è il pastore valdese Aldo Comba, che racconta, attraverso la penna di Maria Grazia Borgarello, il suo sguardo sulle esperienze di vita in giro per il mondo, in compagnia della compagna della sua vita e della curiosità verso il mondo, che non l'ha mai abbandonato. Tra le righe, non manca di fare riferimento all'YWCA, in Italia e nel mondo. 

 

Memorie di una vita

La storia di Aldo Comba attraverso i viaggi e il suo ministero pastorale

 

Una finestra, le montagne (quasi ovunque), i libri, le persone e il dialogo con loro, la moglie Fernanda, sempre al suo fianco.

Potrebbe essere questa la sintesi della vita di Aldo Comba.

Dire che sia stato un pastore valdese forse è riduttivo per un uomo che si definisce così: «dovrei dire che sono stato “parroco” e insegnante liceale in Uruguay, “parroco” puro e semplice a Prali, Pisa e Bergamo; un laico preposto a trasmissioni audio-video nei sette-otto anni di Roma; un “predicatore laico” nella maggior parte del nostro soggiorno ginevrino; e infine sono tornato a fare il “parroco” a tempo pieno nel quartiere Jonction di Ginevra». E che del suo essere pastore non ha mai fatto solo una professione, ma «un incoraggiamento, un invito concreto – come lui stesso dice – e non parolaio a fidarsi della bontà di Dio».

Le finestre sul mondo, che descrive nell'omonimo libro, sono le sue vedute dei luoghi che ha vissuto e che racconta all'autrice Maria Grazia Borgarello, mentre è seduto probabilmente ad osservare le montagne che circondano Torre Pellice.

Non è un libro che nasce per caso e non è un caso che sia Borgarello a raccogliere con grazia e pazienza le memorie di Aldo: lui, anziano che ha la voglia di raccontare, sceglie lei, che si dispone all' ascolto. Così nasce infatti il progetto Salviamo le memorie, promosso dal comune di Torre Pellice nel 2010, con lo scopo di raccogliere e valorizzare le esperienze di vita degli anziani del territorio.

E si apre il racconto.

La vita di Aldo comincia a Genova nel 1924, ma prosegue poi a Tunisi tra sole, dune e mare, che lasciano il posto alla neve di Torino e alla sua passione per la musica. Brevi soste a Roma e Genova anticipano il lungo periodo a Torre Pellice insieme alla famiglia sfollata durante la guerra. È qui, tra queste montagne, che nasce in Aldo la volontà di diventare pastore: «se il Signore ha fatto tutte queste cose meravigliose, cosa c'è di meglio che mettersi al suo servizio?». E così ritorna a Roma per intraprendere gli studi di Teologia, ma sempre mantenendo una visione laica di sé e della sua professione, che permea tutto il racconto della sua vita: la guerra rende tutto più difficile, ma forse è proprio in questo contesto che matura la scelta della non violenza.

Chi legge il libro sente subito che nel suo racconto Aldo non è mai solo: noi è la parola chiave delle sue esperienze, perché accanto ad ogni vissuto, ogni pensiero c'è anche Fernanda, sua compagna di vita, fin dal 1948, quando si sposano e partono insieme per la sua prima destinazione da pastore, l'Uruguay: la lingua spagnola, la prima automobile, le grandi distanze tra una città e l'altra, il sostegno pastorale nelle cosiddette colonie valdesi del sud America e i grandi viaggi alla scoperta del vasto territorio.

Poi arriva il momento della lingua inglese, questa volta a Edimburgo, non più circondato da montagne ma da distese di verdi prati, dove partecipa alla campagna di evangelizzazione della Scozia. Da questo viaggio si sviluppa la sua passione per la traduzione di testi inglesi. Anzi, la loro: perché anche Fernanda si appassiona e lavora alacremente negli anni di Prali, dove gettano insieme le basi del nuovo Tempio della comunità valdese. Dopo una breve permanenza a Pisa, sono gli anni a Bergamo tra i più interessanti: il Concilio Vaticano II ha avviato una fase di apertura del mondo cattolico verso quello protestante e l'attenzione verso la chiesa valdese è cresciuta. E poi sono gli anni della guerra in Vietnam, dell'approvazione della legge Basaglia, di grandi rivoluzioni politiche e sociali, alle quali naturalmente i coniugi Comba non rimangono indifferenti. E sono anche gli anni in cui comincia l'impegno di Aldo nella comunicazione, quando i valdesi devono lottare contro la censura e rivendicare il loro spazio nelle trasmissioni radiofoniche e televisive. Sono gli anni in cui, mentre dalla finestra della sua casa si erge maestoso il Cupolone, nasce Protestantesimo.

La voglia di cambiare conduce la coppia a Ginevra, ambiente ecumenico e internazionale, dove Aldo presta il suo servizio nell'Alleanza Riformata Mondiale e nel Consiglio Ecumenico delle Chiese. E torna la vista sui monti, questa volta il Monte Bianco, quando non è impegnato negli innumerevoli viaggi in giro per il mondo.

Infine, il ritorno a Torre Pellice, punto di partenza e punto di arrivo di una vita vissuta sempre in due, accanto ad una donna che ha contribuito fortemente ad innalzare la qualità del suo ministero oltre che a sostenere le donne attraverso il suo impegno nell'Unione femminile della chiesa, sia in Italia che all'estero.

Il libro a lui dedicato è pieno di aneddoti dai suoi tanti viaggi, che rendono il racconto della sua vita più leggero di quel che forse è stato e colgono l'essenza di un uomo che ha saputo godere di ogni momento che la vita gli ha regalato, che ha vissuto senza timore e senza paura del giudizio, pur rivestendo un ruolo importante sia per le piccole comunità nelle quali ha prestato servizio sia per la comunità internazionale delle chiese riformate con la quale si è spesso confrontato.

Una vita in cammino, dove c'è sempre una finestra alla quale volgere lo sguardo e da cui contemplare il paesaggio, l'immagine della natura, costruire una relazione con i luoghi che si attraversano.

Perché viaggiare non è solo spostarsi per raggiungere altre mete, ma vivere quei luoghi, impregnarli della propria presenza e lasciarsi modellare da essi.

 

Nica Mammì

 

M. G. Borgarello, Finestre sul mondo. Storie di vita di Aldo Comba, pastore valdese. Torino, Claudiana, 2017, pp. 156, euro 12,50